viernes, 6 de noviembre de 2009

Gaceta es moneda

Por fin descubro que gaceta quiere decir moneda. Explica su origen Juan Luis Cebrián en este capítulo de El pianista del burdel que podemos leer gratis gracias a que lo publicó elpaís.com

Los diccionarios de idiomas traducen gazzetta como gaceta o diario. Pero lo confirmé en el Zingarelli* y confieso que fue por teléfono y que sabía que estaba en la casa de LD y AMF: Moneta de mistura del valore di due soldi coniata a Venezia dal sec. XVI.

Todo empezó con el Times-Picayune y el post sobre los diarios del futuro... y sus nombres más largos. En los comentarios, un anónimo de Reus, transcribe el origen del nombre de Il Resto del Carlino de Bolonia:
Bologna non è molto lontana da Firenze. Nel capoluogo fiorentino circola già nel 1885 un giornale di nome Il Resto al sigaro. Viene venduto nelle tabaccherie al prezzo di 2 centesimi. Siccome un sigaro costa 8 centesimi, è facile per gli esercenti abbinare la vendita dei due prodotti e rendersi così promotori del giornale. Alcuni bolognesi prendono l'idea e nel giro di due mesi la portano a Bologna. I loro nomi sono: Cesare Chiusoli, Giulio Padovani e Alberto Carboni. Tutti e tre hanno alle spalle studi di giurisprudenza e un'attività consolidata di giornalismo in altri quotidiani cittadini (Stella d'Italia, La Patria).

Il loro giornale esce con le stesse dimensioni e con lo stesso prezzo del foglio fiorentino. Costa due centesimi (invece dei 5 della stampa "seria" e di quella sportiva) ed ha un formato di 19 × 29 cm, addirittura più piccolo dell'attuale A4. Secondo i canoni dell'epoca la pagina "a lenzuolo" (broadsheet) è tipica della stampa d'informazione; invece i fogli cittadini popolari adottano un formato ridotto. I fondatori scelgono questo secondo formato poiché il nuovo giornale non deve fare concorrenza alla stampa "seria", ma inserirsi nel mercato delle letture leggere.

Rimane ora da scegliere il nome. Ovviamente non può essere uguale a quello del foglio ispiratore fiorentino. Ma deve mantenere un tono originale, scanzonato e bizzarro. Nella Bologna ottocentesca la moda giornalistica impone nomi come "La Striglia", "La Frusta", "Lo scappellotto". I fondatori scelgono "il Resto… del Carlino", dove i puntini di sospensione non sono messi a caso. La testata si rifà infatti a un diffuso modo di dire locale: "dare il resto del carlino" significa "dare ad ognuno il suo avere", "regolare i conti" e, per estensione, "pungolare i potenti e fustigare i prepotenti".
Así fue como me enteré, por fin, de dónde viene la palabra gaceta, que es, más o menos, lo mismo que picayune y carlino. Es un aporte al debate sobre el pago por contenidos...

*IL NUOVO ZINGARELLI
VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA di Nicola Zingarelli
Undicesima edizione a cura di Miro Dogliotti e Luigi Rosiello
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